Il Tesoro del Santo Sepolcro a Versailles.." una meravigliosa avventura"

(Gerusalemme) - «La mostra è andata ben oltre le aspettative. Le Trésor du Saint-Sépulcre, in tre mesi, ha attirato a Parigi 200 mila visitatori, da tutta la Francia, ma anche dall’Italia, dalla Germania, dall’Inghilterra; e chiaramente anche da Gerusalemme». A parlare è Béatrix Saule, direttore generale del museo del Castello di Versailles, giunta a Gerusalemme per portare a termine la fase conclusiva di quella che definisce «una meravigliosa avventura».

Sono tornati infatti in questi giorni al convento della Custodia a San Salvatore i preziosissimi oggetti che dal 16 aprile al 14 luglio hanno affascinato Parigi e l’intera Europa. L’équipe coordinata dalla signora Saule e da fra Stéphane Milovitch, incaricato della mostra per la Custodia di Terra Santa, si è occupata di riporre ogni oggetto al proprio posto, in attesa dell’apertura del Terra Sancta Museum. Nel 2015 infatti, secondo le previsioni, il Tesoro del Santo Sepolcro tornerà a essere nuovamente esposto, ad incantare le migliaia di visitatori che ogni anno passano per Gerusalemme. Tornerà a raccontare i secoli di storia dei francescani in Terra Santa.

«Si tratta davvero di un tesoro di inestimabile valore», afferma la Saule, che per lavoro ha quotidianamente tra le mani capolavori e di certo non si lascia impressionare molto facilmente. «Una serie di pezzi unici, non solo e non tanto per la bellezza con cui sono realizzati, ma per il valore storico che detengono. Un esempio? Il quadro d’argento sulla Risurrezione, di lavorazione napoletana finissima, è in assoluto l’unico esempio conosciuto di tale valore artistico. Oppure i paramenti liturgici in filo d’oro e d’argento: in Francia e nel resto d’Europa andarono tutti distrutti durante le guerre, o furono fusi per recuperare l’oro, qui sono tuttora utilizzati per le celebrazioni al Santo Sepolcro, e sono di una bellezza impressionante». Prima di sapere che tesori di questo calibro erano conservati a Gerusalemme, gli storici dell’arte e i direttori dei più grandi musei d’Europa li conoscevano e li potevano studiare solo dagli archivi.

L’esposizione di Parigi è stata l’occasione per condurre per la prima volta uno studio approfondito su questi oggetti, e una vera e propria campagna di restauro per molti di loro. Ogni pezzo ha una storia particolare, che è stata indagata, ricostruita, rimessa in luce. Anche se rimangono ancora tante domande aperte, e ci sarà molto lavoro da continuare in questa direzione.

Sono oggetti che narrano di doni di monarchi e case reali, traversie storiche – «si pensi ai viaggi che questi capolavori anche di grandi dimensioni facevano per arrivare fino a Gerusalemme» -, e delle relazioni che la Custodia intratteneva con gli Stati europei. La loro bellezza e le loro storie avevano sorpreso e affascinato Beatrix Saule già dalle prime visite nelle sacrestie di Gerusalemme e di altri Luoghi Santi, dove questi tesori sono custoditi da secoli. «Ma - osserva - in quanto direttrice di un museo, so benissimo che anche l’esposizione dei pezzi è fondamentale, perché vengano apprezzati appieno e mettano in risalto tutto il loro valore. Per questo abbiamo studiato con grande precisione ogni singolo dettaglio espositivo, e alla fine il risultato è stato grandioso».

Il successo che ha riscosso un’esposizione di questo genere non era scontato, nonostante il valore storico e artistico dei pezzi. «Il tema religioso – continua Béatrix Saule – non è facile da trattare, soprattutto nella Francia secolarizzata di oggi. Per questo sono molto contenta di aver portato un tema religioso a Versailles, e che questo sia stato apprezzato per come meritava». A visitare la mostra «Il Tesoro del Santo Sepolcro» sono accorsi moltissimi religiosi, ovviamente. Dopo fra Pizzaballa e la delegazione della Custodia di Terra Santa, non sono mancati - per fare qualche esempio - una delegazione del Vaticano, il patriarca latino di Gerusalemme mons. Fouad Twal, oltre a tanti seminaristi e diverse congregazioni religiose da vari Paesi. Ma il tema ha destato l’interesse anche di numerosi storici dell’arte. A testimonianza del fatto che quello esposto a Parigi è veramente un patrimonio dell’umanità.

«Per questo – conclude la direttrice di Versailles – sono certa che quando verrà esposto qui a Gerusalemme, nel suo ambito naturale, questo patrimonio storico e artistico sarà apprezzato da tutti, locali e internazionali, e non soltanto dai cristiani o dagli appassionati di Terra Santa. Io certamente verrò a visitarlo con grande piacere».

È possibile seguire l’evoluzione del progetto Terra Sancta Museum sul sito dedicato 

 

di Miriam Mezzera/Terrasanta.net 31/07/2013