Petra

L'antica città di Petra è uno dei tesori nazionali della Giordania spesso descritta come una delle otto meraviglie del mondo antico, Petra è senza ombra di dubbio il tesoro più prezioso della Giordania.

Situata a circa tre ore a sud di Amman, Petra era un tempo abitata dai Nabatei, un'industriosa popolazione araba stabilitasi nella Giordania meridionale più di 2.000 anni fa. Ammirata per la sua raffinata cultura, l'imponente architettura e l'ingegnoso complesso di dighe e canali, Petra è ora patrimonio mondiale dell'UNESCO e incanta visitatori provenienti da tutte le parti del mondo. Il fascino di Petra deriva in gran parte dalla sua straordinaria posizione, nel profondo di una stretta gola desertica. Per accedere al sito è necessario procedere per un chilometro lungo una gola, o siq, le cui pareti si elevano fino a 200 metri d'altezza.

Il monumento più famoso di Petra, il Tesoro del faraone (Khaznet Phar’oun), appare in tutto il suo splendore alla fine del siq. Ripresa nella sequenza finale del film "Indiana Jones e l'ultima Crociata", l'imponente facciata del Tesoro è solo una delle molte meraviglie architettoniche da esplorare a Petra. Durante le loro passeggiate e scalate, i visitatori possono imbattersi in centinaia di edifici, tombe, bagni, sale funerarie, templi, archi, strade fiancheggiate da colonne e affascinanti pitture rupestri, nonché in un teatro all'aria aperta in grado di ospitare 3.000 spettatori, in un ciclopico Monastero risalente al primo secolo e in un moderno museo archeologico: tutte le strutture possono essere esplorate liberamente. Un modesto santuario eretto per commemorare la morte di Aronne, fratello di Mosè, fu fatto edificare dal sultano mamelucco nel XIII secolo in cima al Monte Aronne, nella catena della Sharah.

 

Le gigantesche montagne rosse e i grandi mausolei di una vita passata non hanno nulla in comune con la moderna civiltà, e non chiedono altro che di essere ammirate per il loro vero valore come una delle meraviglie più stupefacenti che la natura e l'uomo abbiano mai creato. Le tombe di Petra sono scavate nei canaloni e sui fronti rocciosi delle montagne, mentre l'area urbana, a causa della mancanza di vegetazione, è caratterizzata da un vasto affioramento di pietrame derivante dal crollo degli alzati degli edifici, sicché roccia e pietre sono visibili in ogni punto. Le costruzioni funerarie sono in gran parte ricavate nell'arenaria policroma di età paleozoica (deposito deltizio Cambriano/Ordoviciano - Form. di Umm Ishrin Sandstone), una roccia sedimentaria prodotta dalla sedimentazione e dall'accumulo di piccoli granelli di sabbia. Il risultato di questo processo è una roccia coerente e resistente, ma al contempo facile da scavare, organizzata in strati o bancate. Una caratteristica particolare di queste arenarie è la variazione del colore, con sfumature dal giallo ocra al rosso fuoco al bianco, dovute alla diversa concentrazione degli ossidi durante il lungo processo di consolidamento. Queste spettacolari variazioni cromatiche sono particolarmente visibili sui soffitti di molti ipogei di Petra. Nei dintorni di Petra si trovano anche rocce contenenti silice, che i Nabatei sfruttavano per produrre un cemento impermeabile. L'ingresso della città è un antico letto fluviale, una profonda gola tagliata nelle alte pareti di arenaria che venne trasformata in trincea viaria deviando altrove il corso del torrente.

L'area di Petra è molto vicina al sistema Mar Morto-Valle del Giordano, caratterizzato da un'intensa attività tettonica, con cinematica trasforme-transtensiva sinistra, legata alla separazione (rift) tra placca arabica e africana. Il 19 maggio 363, e poi ancora nel 419, nel 551 e nel 747 ebbero luogo terremoti che danneggiarono la città e i suoi monumenti.

 

È una vasta città dalle caratteristiche uniche: i Nabatei, industriosa popolazione araba insediatasi in questa zona oltre 2000 anni fa, la crearono dalla nuda roccia e la trasformarono in uno snodo cruciale per le rotte commerciali della seta e delle spezie, grazie alle quali Cina, India e Arabia del Sud poterono entrare in contatto con Egitto, Siria, Grecia e Roma. Alla città si accede attraverso il Siq, una stretta gola, lunga più di 1 chilometro, fiancheggiata da ripide pareti rocciose alte 80 metri. Attraversare il Siq è un'esperienza unica: i colori e le formazioni rocciose lasciano il visitatore a bocca aperta. Una volta raggiunta la fine del Siq, scorgerete finalmente il Khazneh (il Tesoro). È un'esperienza straordinaria. Un'imponente facciata, larga 30 metri e alta 43, creata dalla nuda roccia, color rosa pallido fa sembrare insignificante quello che c'è intorno. È stata scavata all'inizio del I secolo per essere la tomba di un importante re nabateo e testimonia il genio architettonico di questo antico popolo.Il Monastero di Ad-Deir, domina il sito di Petra.

Non appena si entra nella valle di Petra si viene sopraffatti dalla bellezza naturale di questo luogo e dalle sue meraviglie architettoniche. Sono centinaia le tombe scavate nella roccia con intricate incisioni: a differenza delle case, per la maggior parte andate distrutte dai terremoti, le tombe sono state scavate per durare in eterno e 500 di esse sono sopravvissute, vuote ma affascinanti dal momento in cui si varca la soglia e ci si addentra nella loro oscurità. Qui si trova anche un'imponente costruzione nabatea, un teatro in stile romano, in grado di ospitare 3000 spettatori. Sono visibili obelischi, templi, altari sacrificali e strade colonnate, mentre dall'alto domina la vallata l'imponente Monastero di Ad-Deir: per visitarlo bisogna salire una scalinata 

di 800 gradini scavati nella roccia.

All'interno del sito vi sono altri due eccellenti musei: il Museo archeologico di Petra e il Museo nabateo di Petra.

 

Entrambi ospitano i reperti degli scavi effettuati nella regione di Petra e ne raccontano il passato suggestivo.

Santuario del XIII Secolo, eretto per commemorare la morte di Aronne, fratello di Mosè, l'edificio fu voluto dal sultano mamelucco Al-Nasir Muhammed, in cima al Monte Aronne (Jabal Haroun) nella catena della Sharah.

All'interno del sito, numerosi artigiani della città di Wadi Musa e di un vicino insediamento beduino hanno allestito delle bancarelle per la vendita di prodotti artigianali locali, come vasellame e gioielli beduini e bottiglie di sabbia variopinta della zona.

 

L'ingresso al sito è vietato ai veicoli a motore. Si può affittare un cavallo o una carrozza a un chilometro da Siq. Il Centro visitatori, nei pressi dell'ingresso al Siq, rilascerà ad anziani e portatori di handicap un permesso  speciale affinché possano entrare in carrozzina all'interno di Petra per visitarne le principali attrazioni. Una volta dentro il sito, potete affittare un mulo o, per i più avventurosi, un cammello, entrambi condotti dagli ammaestratori con un percorso già prestabilito all'interno del sito.

I primi insediamenti di Petra risalgono al VI secolo a.C., ad opera degli arabi nabatei, una tribù nomade che si stabilì nella regione dando vita alle prime attività commerciali di un impero che si sarebbe esteso alla Siria.

Malgrado i ripetuti tentativi da parte del re seleuco Antioco, dell'imperatore romano Pompeo e di Erode il Grande di assoggettare Petra ai loro rispettivi imperi, Petra è rimasta nelle mani dei Nabatei fino al 100 d.C. circa, quando i Romani riuscirono a conquistarla. Era ancora abitata durante il periodo bizantino quando l'impero romano volse la propria attenzione a est di Costantinopoli, ma la sua importanza diminuì presto.

I Crociati costruirono qui un forte nel XII secolo, ma si ritirarono presto lasciando Petra alle popolazioni del luogo fino all'inizio del XIX Secolo, quando fu riscoperta dall'esploratore svizzero Johann Ludwig Burckhardt nel 1812.

 

Il momento migliore per visitare Petra, soprattutto se desiderate fotografarla, è al mattino presto o nel tardo pomeriggio, quando la luce del sole raggiunge l'angolazione che mette in risalto gli straordinari colori naturali delle rocce.