Principali città di Israele

La Terra Santa coincide con la regione storica  della Palestina, ossia le terre ad occidente del Mare Morto e del fiume Giordano, attualmente divisi tra lo Stato di Israele e l'Autorità Nazionale Palestinese.

L'aggettivo "santa" si riferisce al significato spirituale di quella terra per ebrei, cristiani e musulmani ed è chiamata anche Terra di Canaan o Terrra d'Israele.
Per gli ebrei si tratta della Terra Promessa, ossia la terra verso cui Dio ha guidato il suo popolo tramite il profeta Mosè; in essa si trovano le città santa di Gerusalemme e di Hebron.
Per i cristiani, che hanno in comune con gli ebrei l'Antico Testamento, è anche la terra in cui è nato, morto risorto Gesù Cristo, incarnazione del Verbo; in essa si t
rovano le città legate alla vita di Gesù: Betlemme, Gerusalemme e Nazaret. Tra i musulmani c'è la credenza che sia la terra in cui Maometto giunse al termine di un miracoloso viaggio notturno (isrā' ) che mosse da Mecca e che lo fece ascendere poi al Cielo (mi‘rāg ), visitando il Paradiso dopo aver sorvolato l'Inferno (per cui si veda Isra' e Mi'raj).

Si tratta di un'area piuttosto vasta che comprende alcune sottoregioni, citate dai testi sacri fondamentali della religione ebrea, musulmana e cristiana: Giudea, Idumea, Samaria, Perea, Decapoli, Galilea.

Anche la zona di Abilene, più settentrionale, viene considerata parte della Terra Santa; confinante con essa si trova la città di Damasco, luogo cruciale per alcune vicende riportate dai testi sacri che si trova alle pendici del Monte Hermon da cui nasce il Giordano.

I confini territoriali della Palestina sono prettamente geografici: abbiamo a Sud il deserto del Negev e la Rift Valley, ad Ovest con il mar Mediterraneo, a Nord con la catena montuosa del Libano, ad Est col Mar Morto. Il fiume Giordano, che un tempo lungo il suo percorso formava il lago di Hule, ora prosciugato, collega il Lago di Tiberiade con il Mar Morto scorrendo lungo la Rift Valley cioè la Grande Fossa Teutonica e la divide in due parti: la cisgiordanica, caratterizzato da un altopiano, e la transgiordanica, bassopiano di materiale calcareo. A queste si aggiungono l'area costiera e la depressione centrale di El Ghor.

Le principali città storiche suddivise per regione:

Giudea: Gerusalemme, Betlemme, Emmaus, Betania, Giaffa, Arimatea,  Gerico, Efrem
Galilea: Nazaret, Cana, Magdala, Nain, Cafarnao, Corozain, Tiberiade
Samaria:Samaria e Cesarea
Perea: Betania
Decapoli: Gerasa,Gadara,Hippos

Alcune di queste città non sono identificabili al giorno d'oggi.

Sono ancora esistenti: Gerusalemme, Betania, che essendo molto vicina alla precedente ne è divenuta un sobborgo, Betlemme, Tiberiade, Magdala, Gerico, sul fiume Giordano, i resti di Cafarnao, dove secondo il Vangelo visse Gesù per un certo periodo dopo aver lasciato Nazareth; i resti di Cafarnao; Cesarea, che dal 13 a.C. fu capitale della Giudea, dove l'apostolo Pietro battezzò un centurione di nome Cornelio; Gerasa e Gadara, che si trovano nell'attuale Giordania, Nazareth, dove secondo i Vangeli avvenne l'annunciazione dell'arcangelo Gabriele alla Madonna.

ISRAELE - Il Paese

Affacciato sul mar mediterraneo, stretto tra Egitto, Giordania,Siria e Arabia Saudita, Israele è uno stato poco esteso, che si sviluppa in lu7nghezza per 420km, in larghezza varia da un minimo di 20km a un massimo di 116km, per una superficie totale di 20.700 kmq.
I confini del Paese subiscono e hanno subito numerose variazioni, a causa delle frequenti vicissitudini politico-militari.In particolare son ben noti i gravi problemi riguardanti i territori palestinesi ( Striscia di Gaza e Cisgiordania), così come l’area al confine con la Siria, in prossimità delle alture del Golan (occupate durante la guerra dei sei giorni nel 1967).
Sebbene racchiuso in una piccola superficie, il paesaggio e il clima israeliani sono molto diversificati, si suddivide infatti  in tre regioni naturali: la pianura costiera, la regione montana e il crepaccio della valle del Giordano.

Pianura costiera: si tratta della striscia occidentale di territorio, tesa da Rosh ha-Nikra a nord fino alla penisola del Sinai a sud. La pianura è ampia 4/7 km a nord, e si espande, muovendosi verso sud, fino a 50 km circa. Qui  il terreno è fertile e ricco di sorgenti d'acqua, la regione è attraversata dalle principali vie di comunicazione, la densità della popolazione è elevata per la presenza delle grandi città israeliane, tra cui Haifa e Tel Aviv. La pianura si divide da Nord a Sud in Pianura di Galilea, Pianura di Akko, Pianura del Carmelo, Pianura di Sharon, Pianura Costiera Mediterranea e Pianura Costiera Meridionale. Ad est della pianura costiera vi sono le Lowlands, una catena di basse colline che costituiscono una zona di transizione tra la zona pianeggiante e le montagne.

Regione montuosa: la regione montuosa si estende dal Libano, a nord, fino alla Baia di Eilat a sud, tra la pianura costiera e la spaccatura della Valle del Giordano. Il suo apice è il Monte Meron in Galilea, alto 1.208 metri, il Monte Ba'al Hatsor di Samaria, 1.016 metri, e il monte Ramon nel Negev, 1.037 metri. Nelle regioni montane, la parte meno popolata è costituita da roccia e terreno pietroso, il clima settentrionale è tipicamente mediterraneo e piovoso, mentre, scendendo verso sud si incontra il deserto. Le maggiori estensioni della regione sono la Galilea al nord, il Carmelo, le colline di Samaria, le colline della Giudea, e le alture del Negev.
La contiguità del territorio montuoso viene interrotta in due punti dalle valli principali, la valle di Yizre'el, che separa le montagne della Galilea dalle colline di Samaria, e il crepaccio di Be'er Sheva Arad, che separa le colline di Giudea dalle alture del Negev. I versanti orientali delle colline di Samaria e di Giudea, sono costituiti dai relativi deserti, di Samaria e Giudea.

La spaccatura della valle del Giordano: si estende per l'intera lunghezza di Israele, dalla cittadina settentrionale di Metula fino al Mar Rosso. Il crepaccio è stato originato da un'attività sismica, ed è parte di una spaccatura afro-siriana che prosegue dal confine tra Siria e Turchia fino al fiume Zambezi in Africa. Il Giordano è il maggior fiume israeliano, e la sua valle, la Valle del Giordano, attraverso la quale il fiume scorre, comprende due laghi: il lago Kineret, o Mare di Galilea, la più grande massa di acqua dolce di Israele, e il Mar Morto, il famoso lago salato, situato nel punto più basso della Terra, sotto il livello del mare. La Valle del Giordano si divide da nord a sud in Valle di Khula, Valle di Kineret, Valle del Giordano, Valle del Mar Morto e Arava.
Le Alture del Golan sono invece  la regione montuosa che si trova ad est del fiume Giordano. Le alture israeliane del Golan rappresentano la parte finale di un ampio altopiano basaltico, che per la maggior parte si estende in Siria. A nord delle Alture del Golan si eleva il Monte Hermon, la vetta più alta di Israele, 2.224 metri.

Clima

In generale, le estati sono calde e asciutte, il clima e’ più umido da novembre a marzo, quando la temperatura è anche più mite. Gli inverni sono piovosi e con temperature basse. Ma, nonostante Israele sia meno esteso della Toscana, vi è riscontrabile una varietà climatica importante, con aeree territoriali diverse.
La zona della costa che affaccia sul mar Mediterraneo attraversa estati molto calde e secche e inverni (da novembre ad aprile) umidi e temperati, sebbene le aeree in prossimità delle montagne possono essere soggette a precipitazioni nevose. Talvolta il vento caldo del deserto (sharav) arriva fin qui e porta le temperature a 50°C, l’aria diventa irrespirabile soprattutto nei grandi centri urbani.
Le regioni collinari caratterizzate dagli altopiani di Giudea e Galilea hanno estati secche e calde e inverni freddi (l’altitudine sfiora i 1000m).Anche nella valle del Giordano gli inverni sono freddi, soprattutto per l’azione dei venti che soffiano dal monte Hermon, mentre le estati sono calde e secche. In inverno la depressione è caratterizzata da improvvise gelate notturne. Un microclima particolare si riscontra presso il lago Tiberiade, che in inverno mantiene temperature costanti al di sopra dei 14°C. La piovosità qui è scarsa, così come presso il Mar Morto, dove l’elevata concentrazione salina mantiene il calore più a lungo.
Man mano che ci si muove verso sud il clima diventa di tipo tropicale,con diminuzione delle piogge e aumento delle escursioni termiche tra giorno e notte.E’ il caso di tutta la fascia interessata dal deserto di Negev :la parte settentrionale, attorno a Be’er Sheva, è semiarida, mentre la parte meridionale,quella che si spinge fino a Elat (mar rosso) è arida, con temperature che possono raggiungere i 45°C. La piovosità è scarsissima, mentre sono molto marcate le escursioni termiche che possono toccare i 16°C nell’arco della stessa giornata.

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Popolazione e Lingua

La popolazione israeliana conta oggi circa 7,2 milioni di invidi ed è molto diversificata dal punto di vista etnico, culturale, religioso e sociale. La massiccia immigrazione concentrata intorno alla metà del XX  secolo, cioè negli anni della nascita dello stato, ha portato persone provenienti da più di 80 paesi diversi. Quasi la metà degli immigrati provenienti proviene dagli stati europei, di questi il 25% dall’ex Unione Sovietica, gli altri dall’Africa (Marocco soprattutto, dove viveva da secoli il gruppo proveniente dalla penisola iberica), dall’Asia e in misura minore dall’America e dall’Oceania.

La principale caratteristica della popolazione israeliana è proprio la sua grande eterogeneità. Oltre ad una prima suddivisione degli abitanti tra Ebrei (80%) e Arabi (20%), vi sono altre sottodivisioni. Gli Ebrei, ad esempio, si suddividono in religiosi e laici, e questi ultimi diverse comunità di immigrati che conservano la propria cultura. Ugualmente, gli Arabi sono suddivisi in Musulmani, Cristiani e Drusi. Accanto a questi gruppi, figurano minoranze etniche religiose, come i Circassi e i Samaritani, e piccole comunità Cristiane proveniente dall'Europa, come la comunità tedesca di Beit El, a Zikhron Ya'akov.

Accanto all’immigrazione, che si potrebbe definire di tipo nazional-religioso, anche l’incremento naturale ha avuto un ruolo determinante nell’aumento della popolazione .Israele presenta infatti un alto tasso di natalita’ (19,7 nati su 1000)e un tasso di mortalità fra i più bassi al mondo ( il 30% sotto i 14anni, il 62% fra i 15 e i 64) assicura una crescita piuttosto alta, paragonabile con quella dei paesi più poveri.              

Una popolazione tanto diversificata ha incontrato e incontra ancora oggi molte difficoltà a integrarsi e formare una nazione forte e stabile: lingue d’origine differenti, culture e abitudini diverse, caratteri somatici e comportamenti in contrasto fra loro incidono profondamente anche sulla distribuzione socio-economica, che risulta essere più favorevole per alcuni gruppi rispetto ad altri.

La maggior parte della popolazione è concentrata nella regione costiera, favorita per il clima, morfologia del territorio e facilità di comunicazione.Le aree più densamente abitate sono quelle urbane, dove vive il 90% della popolazione, in particolare a Tel Aviv, Jaffa e Gerusalemme.

 

 La popolazione ebraica

Lo Stato di Israele venne fondato nel 1948, al culmine della Guerra di Indipendenza, come espressione di un lungo processo durante il quale il popolo ebraico aveva incominciato a ritornare alla propria terra di origine, proseguendo anche successivamente alla fondazione. Infatti, in origine Israele era popolata da circa 2,7 milioni di Ebrei immigrati da 130 paesi, e le continue ondate di immigrazione lasciarono impresso il loro segno nella politica e nella società del paese.
La crescita della popolazione israeliana non è stata uniforme, ma ha seguito le quattro grandi ondate di "Aliya", termine ebraico che significa "ascensione", scelto come riferimento per l'immigrazione, o meglio, il ritorno degli Ebrei in Israele. Tra il 1948 e il 1951, Israele accoglie circa 700mila immigrati, con la conseguenza di raddoppiare la propria popolazione. A metà degli anni '50, circa 170mila immigrati giungono in Israele da nord Africa e Romania, nei primi anni '60 altri 180mila arrivano dal nord Africa, e negli anni '90 900mila immigrati arrivano dall'ex Unione Sovietica ed altri 60mila dall'Etiopia.
Data la molteplicità dei paesi di origine, la popolazione ebraica risulta notevolmente variegata, e fin dall'epoca di fondazione, il governo ha adottato un modello di politica adatta a questo "crogiolo" di culture. Comunque, molti immigrati hanno mantenuto le loro tradizioni e, al contempo, nel corso degli anni la percentuale dei nativi israeliani, "Tsabar", è gradualmente aumentata, fino a rappresentare, attualmente, con il 65% circa, la maggioranza della popolazione. Tale processo, insieme al tasso di crescita dei matrimoni tra membri di diverse comunità e all'influenza della cultura occidentale, ha causato una graduale dissolvenza delle differenze tra le comunità ebraiche israeliane, alla quale si affianca comunque la divisione degli Ebrei israeliani secondo il loro grado di osservanza religiosa, con il 12% di ultraortodossi, il 10% di religiosi, il 35% di conservatori e il 43% di laici.

 

 Comunità Israeliane

Israele è un paese densamente popolato, oltre 300 persone per Km quadrato che si concentrano soprattutto nelle città. La distribuzione non è comunque regolare, e la presenza degli abitanti è molto alta lungo la pianura costiera, mentre il Negev, che occupa la metà della superficie nazionale, è scarsamente popolato. Il 91% degli israeliani vive in città di oltre 2.000 abitanti, e le quattro maggiori città israeliane, Gerusalemme, Tel Aviv, Haifa e Rishon le-Tsiyon, contano circa un quarto della popolazione nazionale. La più grande città israeliana è Gerusalemme, con 706mila abitanti circa, mentre Tel Aviv ne conta solo 376mila, ma nella sua area metropolitana, che si estende da Herzliya a nord fino a Rishon le-Tsiyon a sud, vivono circa 1.600mila persone.
L'inizio del XX secolo ha visto sorgere il kibbutz e il moshav, due generi di colonie agricole caratteristiche di Israele. Il kibbutz è una comunità fondata sulla proprietà comune, sia prodotti che consumi. Il moshav, "moshav ovdim", è un villaggio agricolo con le caratteristiche proprie di una cooperativa, come il mutuo soccorso, gli acquisti e le vendite in comune. Negli anni '90 l'evoluzione sociale e la crisi dell'agricoltura causarono il deteriorarsi dei principi fondamentali del moshav, e molti kibbutzim vennero sottoposti a pesanti riforme e a differenti gradi di privatizzazione.
Nel corso degli anni, in Israele si costituì un altro tipo di colonia agricola, la Moshava, "moshavot" per il plurale ebraico, un villaggio di piccoli imprenditori agricoli che lavorano privatamente. Durante il primo anno di esistenza, in Israele si svilupparono insediamenti urbani chiamati città in evoluzione, pensati per offrire una sistemazione ai nuovi immigrati, e per implementare una politica di diffusione degli abitanti, collocandole a grande distanza dai centri abitati. Le lingue ufficiali di Israele sono l'ebraico e l'arabo, mentre l'inglese è la lingua principale per le relazioni esterne. La maggior parte degli israeliani parlano inglese, così come sono in inglese le indicazioni stradali.
La lingua più diffusa è l'ebraico, parlato da sei milioni di persone, seguito dall'arabo, parlato da un milione di persone.

 

L’ebraico

Nonostante l’ebraico sia la lingua in cui è stata scritta la Bibbia, non vi è menzione del nome di questo idioma nella redazione del testo, né da altra parte. Che la lingua sia l’ebraico è noto dal nome Eber, nella Torah attribuito a un antenato del patriarca Abramo; nella Bibbia invece ricorre il rome ivri, ‘ebreo’ .Così, mentre nei secoli successivi, gli ebrei della diaspora continuarono a utilizzare l’ebraico nelle cerimonie ufficiali, durante il quotidiano comunicavano in altri dialetti ebraici locali i varianti come l’yddish, il giudaico-romanesco o il giudaico-veneziano e il ladino. All’inizio gli ebrei ortodossi non hanno accetato l’idea di impiegare nel quotidiano l’ebraico biblico e per questo ancora oggi alucni di loro utilizzano l’yiddish nella vita di tutti i giorni.
Quanto alla pronuncia, nel XIX secolò si tentò di ripristinare la pronuncia della comunità sefardita (i sefarditi sono gli ebrei originari della penisola iberica), per il fatto che la comunità ebraica insediatasi a Gerusalemme e proveniente dalla Spagna era ammirata per la purezza della pronuncia. Era consistente anche l’influenza della comunità di ebrei provenienti dall’ Europa orientale (gli ashkenaziti), caratterizzati da una pronuncia considerata ‘sofisticata’ e molto diffusa tra gli esponenti della classe media.La differenza di pronuncia della consonante /r/ (alla tedesca, alla sefardita o alla francese) è un modo per identificare la provenienza linguistica del proprio interlocutore. A livello grafico l’ebraico è scritto da destra verso sinistra.
Poiché Israele è una terra di immigrazione, vi sono altre lingue parlate nelle diverse comunità di immigrati, tra cui il russo, parlato da 900mila persone, l'arabo-giudaico, da 300mila, e l'yiddish, da 200mila.
La grande minoranza non ebraica presente in Israele è rappresentata dagli Arabi, che costituiscono circa un quinto della popolazione. La maggior parte degli Arabi vivono nei loro villaggi, in Galilea, sulla pianura costiera esterna e nel Negev settentrionale. Una rilevante concentrazione di Arabi è presente anche nelle città a popolazione mista, come Haifa, Gerusalemme, Akko e Ramla.
Gli Arabi di Israele sono in prevalenza musulmani sunniti, con una presenza cristiana di circa un decimo, per la maggior parte membri della chiesa greco-ortodossa. Fra la popolazione araba figurano anche i Beduini, musulmani arabi i cui antenati conducevano un'esistenza nomade.
In Israele risiedono diverse comunità etniche e gruppi religiosi, di cui elenchiamo i principali:

 Drusi - Sono i membri di una religione sviluppatasi dall'Islam sciita nel XI secolo, i cui aderenti erano concentrati in Siria, Libano e Israele. Attualmente in Israele vivono circa 115mila Drusi, in 17 colonie situate sul Monte Carmelo, in Galilea e sulle alture del Golan.

 Circassi - Sono musulmani non arabi, di origine caucasica. Nel XIX secolo, quando la loro terra venne sottomessa dai Russi, essi migrarono verso l'impero Ottomano, raggiungendo la Terra di Israele, dove si stabilirono nei villaggi di Rikhaniya e Kafr Kama.

 Samaritani - Sono i membri di una comunità religiosa nazionale molto vicina all'Ebraismo. Lo sviluppo della comunità Samaritana, che all'epoca era piuttosto forte, avviene durante la conquista assira del Regno di Israele, i cui abitanti rimasti si uniscono ai popoli esiliati dai re assiri. La fallita ribellione durante il periodo Bizantino e la pressione esercitata dai Musulmani per ottenere la loro conversione, diminuì gradualmente il numero dei Samaritani. Attualmente sono rimasti circa 700 Samaritani, abitanti in parte a Nablus (Shkhem) e in parte a Holon (Kholon).

 

LA STORIA

 

50.000- secondo millennio a.C.

Le iniziali testimonianze risalgono a 50.000 anni: Occorre aspettare il 4000 a.C – civiltà del rame – e il 3000 a.C. – civilta’ del bronzo – perche’ nel paese si sviluppino civiltà evolute. Le tribù Cananee che  furono le prime ad insediarsi in Israele, e rimasero i principali abitanti fino al II millennio a.C.

1800 a.C-X secolo a.C

In questo periodo il paese era già un punto di incontro tra differenti culture: l'Egitto dal sud, Assiria, Mesopotamia e Asia Minore dal nord. Durante il II millennio a.C., il paese venne invaso da alcune tribù, tra cui i Filistei, giunti dal Mare Egeo, che si stabilirono sulla pianura costiera del meridione, e gli Ebrei, giunti dalla Mesopotamia, e stabilitisi sulle colline.Abramo guidò un gruppo della tribù semitica degli ebrei dalla Mesopotamia alla terra di Canaan, dove si stabilì.Dopo aver lottato con cananei e filistei, Saul intorno al 1000 a.C. instaurò la monarchia e gli ebrei  godettero di un periodo di splendore.Il re David ( che aveva sconfitto mi filistei) conquistò Gerusalemme; Salomone la impreziosì con la realizzazione di numerosi edifici e opere pubbliche.Alla morte di salomone, il regno fu spartito tra i figli e si divise  così in Giudea e Israele

IX-V secolo a.C

Dopo un lungo periodo di pace e prosperità durato quasi tre secoli, nel 722 a.C. il regno di Israele fu assoggettato dagli assiri; quasi duecento anni dopo, nel 586 a.C. , i babilonesi fecero lo stesso con il regno di Giudea.Gerusalemme fu rasa al suolo e gli abitanti deportati in Babilonia, anche se nella terra di Palestina rimase un esiguo gruppo ebraico.

Nel 538 a.C. il re di persia, Ciro, che aveva conquistato l’intera zona, predispose il ritorno dalla Babilonia della popolazione ebraica.

IV-I secolo a.C

L’impero persiano ebbe vita breve:conquistato da Alessandro Magno nel IV secolo a.C. dovette cedere anche la Palestina (333 a.C.), che passò alla dinastia egizia dei tolomei.

Ai Tolomei nel 198 a.C. succedettero i Seleucidi (siriaci), finchè la dinastia ebraica dei Maccabei sollevò la rivolta dell’intera Giudea contro il seleucide  Antioco IV Epifanie, ottenendo l’indipendenza del regno nel 129 a.C. Nota anche con il nome Asmonei (Asmon fu un noto antenato), la dinastia governò la Giudea fino alla metà del I secolo a.C. , restaurando le antiche istituzioni politiche e religiose

63 d.C. – 313

Nel 63 d.C. l’imperatore romano Pompeo sottomise Israele come regno vassallo.Nel 70, con Tito imperatore, la Palestina fu ridotta a provincia romana con il nome di Giudea.

Il governo di Caligola (37-41 d.C) suscitò la rivolta ebraica, che durò ben quattro anni e terminò con la celebre distruzione del tempio di Gerusalemme. La città, sara al suolo risuscitò con il nome di Aelia Capitolina.Questa fase dette avvio alla diaspora ebraica, l’emigrazione del popolo ebreo.

IV-VI secolo

I romani rimasero in Giudea fino agli inizi del IV secolo.Nel 391, l’imperatore Costantino, che si era convertito al cristianesimo, elesse la nuova religione a culto di stato. Di pari passo crebbe l’interesse per la tessa Santa che fu dotata di numerosi edifici di culto.Nel 527-565 una frangia dell’ebraismo, i samaritani, si distaccarono e si ribellarono all’impero, ma la rivolta fu immediatamente sedata.

VII-XI secolo

Il cristianesimo non ebbe vita facile: nel 638 d.C. l’esercito del califfo Omar occupò la citta’ di Gerusalemme, che fu dichiarata ‘Città santa dell’Islam’; secondo la fede islamica infatti proprio dal monte del tempio Maometto sarebbe asceso al cielo.

XII-XIII secolo

I cristiani d’occidente reagirono del 1009, quando ci fu la prima crociata. La Palestina passò quindi sotto il controllo cristiano per circa un secolo, ma nel 1187 l’Islam ebbe di nuovo la meglio, con il Saladino, il sultano d’Egitto che conquistò la regione. Per tutto il mXIII secolo restarono in piedi nalcune roccaforti cristiane, ma nel 1291 anche l’estrema piazzaforte cristiana, la fortezza di San Giovanni d’Acri, cadde per mano dei mamelucchi.

XIII-XX secolo

Per i successivi tre secoli di dominazione mamelucca la regione fu relativamente tranquilla.Nel 1517 il sultano ottomano Selim I, meglio conosciuto in occidente come Solimano il Magnifico, conquistò la regione e dotò Gerusalemme, principale avamposto islamico della Palestina, di una nuova cinta muraria difensiva.Nel frattempo si assistette alla cacciatadegli ebrei da molti stati europei, come Inghilterra, Francia Portogaallo e Spagna. La dominazione ottomana si perpetrò, con alcune interruzioni, fino al 1917, anno in cui l’impero di disintegrò in modo definitivo.

1918-1948

Lo sfaldamento dell’impero ottomano fece gola a molte potenze europee che iniziarono a guardare a Israele come un territorio strategico.La Gran Bretagna nel 1922 ottenne dalla Lega per le Nazioni il mandato per governare la Palestina.Nello stesso periodo si accese un focolaio arabo, dominato da sentimenti nazionalistici, che iniziò a ostacolare l’arrivo degli ebrei in Israele.Alla conclusione della seconda guerra mondiale, la Gran Bretagna rinunciò al mandato sui territori palestinesi (1947) e nel 1948 l’ONU stabilì che la Palestina fosse divisa in due ‘stati etnici’:  quello di Israele, ebraico , e quello arabo, la Cisgiordania.

1948-1993

Il 14 maggio 1948 fu proclamata la fondazione ufficiale dello stato di Israele. Il nuovo stato si impegnò per dare cittadinanza a tutti gli ebrei disposti a trasferirisi nella ‘terra dei loro padri’ tuttavia questo provocò diversi anni di guerre per affermare i confini di Israele.L’Egitto prese di mira il Canale si Suez e Israele, Francia e Gran Bretagna invasero la penisola del Sinai, per poi ritirarsi in seguito alle pressioni internazionali.La tensione restò accesa soprattutto in Israele, Siria, Egitto, Giordania e Libano. Il 1967 vide l’inizio della cosiddetta Guerra dei sei giorni (Intifada), durante la quale lo stato di Israele sferrò un duro attacco agli arabi che insistevano sui loro confini: le forze israeliane occuparono infatti Gerusalemme est e la Cisgiordania, e alla fine del conflitto estesero il proprio controllo alle Alture del Golan, alla Striscia di Gaza e al Sinai. Nel frattempo, nel 1964 era stato fondato l’OLP (Organizzazione per la liberazione della Palestina), che due anni dopo la Guerra dei sei giorni passò sotto il controllo di Yasser Arafat.Obbiettivo unico dell’OLP fu a lungo la distribuzione dello stato di Israele, insieme alla riconquista delle terre passate agli ebrei. Nel 1979 l’OLP sottrasse il Sinai agli israeliani e fu stipulato un trattato di reciproco riconoscimento.Nel 1981 fu la volta del Libano: le sue terre furono invase e solo quattro anni più tardi Israele ritirò le proprie truppe, anche se fino al 2000 le zone al confine rimasero ‘calde’.Nel frattempo Israele si impegnò a stipulare un trattato di pace con la Giordania, ma nel 1987 una rivolta poplare degli arabi palestinesi, passata alla storia con il nome di Intifada, cercò di riappropriarsi dei territori palestinesi sottratti loro dagli israeliani, come la nota Striscia di Gaza.La guerriglia si protrasse fino al 1993, quando fu stipulato l’accordo di pace di Oslo.

1993-oggi  

Il 1995 vide la firma della seconda parte degli accordi di Oslo, con la Nascita dell’Autorità Palestinese e della polizia palestinese. La situazione generale sembrava volgere al meglio ma  con l’assassinio del primo ministro israeliano Rabin  e grazie ai continui problemi di coesistenza si sfociò, nei primi mesi del 2000,  nella ripresa gravissima di scontri militari. Fu l’inizio della Seconda Intifada, a cui sono seguiti attentati e conferenze di pace, parziale applicazione dell’autonomia amministrativa nei territori palestinesi e continui attacchi terroristici e controffensive militar .

Nel 2001 Sharon divenne il leader del governo israeliano.Nello stesso anno le truppe israeliano violano la Striscia di Gaza, che era sotto l’autorità palestinese dal ’94, e gli scontri si intensificarono fino a coinvolgere anche la popolazione civile. Nel aprile del 2002 lo stato dì Israele pose sotto assedio la chiesa della Natività a Betlemme. Nello stesso anno fu iniziata la costruzione di un muro, da parte del governo israeliano, che separasse lo stato di Israele dalla Cisgiordania, includendo parzialmente anche la città di Gerusalemme.Dopo circa un anno Unione Europea, Stati Uniti, Russia e Nazioni Unite, presentarono la cosiddetta ‘Road Map’, un progetto di pace che nel suo programma aveva una serie di tappe  per definire e delineare i due stati con lo scopo di porre fine al conflitto.Il progetto era stato approvato anche da Territori Palestinesi e Israele, ma nel febbraio del 2004 il muro fu dichiarato illegittimo. Con la morte di Arafat si tentò di riprendere il dialogo Palestina-Israele ma il tentativo fu vano e iniziò un nuovo periodo di dure proteste. I buoni propositi quindi vanificati soprattutto dopo le elezioni palestinesi del 2006 con  la presa al potere di Hamas (partito nazionalista molto attivo nella vita sociale e sostenitore di una linea di scontro aperto con Israele) che si rifiutò di riconoscere lo stato di Israele; successivamente con il successore di Arafat si cercò di pianificare un progressivo ritiro delle truppe ridisegnando però i confini tra Palestina e Israele.Nel 2006 scoppiò la tersa guerra con il Libaro ( la prima nel ’78, la seconda nel ’82) che si concluse solo grazie all’intervento dell’ONU. Nel 2007 Perse divenne il nono presidente di Israele, dal 2009 il primo ministro e’ Benjamin Netanyahu ( già in carica dal ’96 al ’99) del partito conservatore Likud .

 

Ordinamento dello Stato ed Economia

Il 14 maggio del 1948 è stato proclamato lo stato indipendente d’Israele; da allora il Paese è una repubblica laica, parlamentare e democratica retta da un presidente. La funzione legislativa spetta al parlamento unicamerale, chiamato Knesset, composto da 120 membri eletti ogni quattro anni con sistema proporzionale e a suffragio universale, dai cittadini di maggiore età. Il potere giudiziario è detenuto da una corte suprema, il tribunale supremo di Gerusalemme; alcune competenze rimangono però ai singoli gruppi religiosi. Oltre al sistema legale ordinario, in Israele vi sono corti giudiziarie cui viene conferita una determinata autorità legata ad una materia speficica, come la corte del lavoro, la corte marziale o le corti religiose, ebraica, musulmana, cristiana e drusa, che si occupano anche delle questioni legate a divorzi e matrimoni.
Dal punto di vista amministrativo, lo stato è suddiviso in 6 distretti principali. L'economia israeliana rappresenta la storia di un grande successo. A dispetto delle difficili condizioni naturali, delle ricorrenti guerre e delle ondate di immigrazione, elementi che hanno avuto un peso enorme, Israele è uno dei paesi più benestanti del mondo, grazie anche agli aiuti esterni, che raggiungono i 108 miliardi di dollari ad oggi, e ad una forza lavoro competente.
Dalla sua fondazione, le esportazioni di Israele hanno avuto un incremento da 30 milioni fino ad oltre 2.98 miliardi di dollari all'anno, unitamente ad altri grande cambiamenti avvenuti nell'economia israeliana. Dapprima, i principali prodotti di esportazione erano gli agrumi, i diamanti lavorati, e alcuni manufatti industriali. Oggi, la maggioranza delle esportazioni consiste in prodotti hi-tech di diverso genere, dall'elettronica all'informatica, all'ottica, alle comunicazioni, agli strumenti medicali. Nel corso del tempo, anche l'ideologia economica ha subito un cambiamento e, se all'inizio era prevalentemente centralizzata e caratterizzata da un forte coinvolgimento dello stato, in seguito alla svolta politica avvenuti nel 1977, fin dagli anni '80 ha assunto un carattere orientato alla liberalizzazione.
La bandiera israeliana consiste di due strisce orizzontali blu in campo bianco, fra le quali compare, ugualmente in blu, l'esagramma, ovvero la Stella, o Scudo, di Davide .

Il simbolo dello Stato di Israele è la Menorah, il candelabro a sette braccia, affiancato ai lati da due rami di ulivo con la scritta "Yisra'el" inserita tra di essi. L'immagine originaria della Menorah è incisa nell'Arco di Tito a Roma, dove viene illustrata la vittoriosa marcia delle armate Romane rientrate da Gerusalemme, dopo aver soffocata la rivolta ebraica, distrutto il tempio e conquistata la città. La Menorah scolpita sull'arco romano non rappresenta unicamente un momento storico del popolo di Israele, ma la sua sconfitta, e l'inizio dell'Esilio, legando la nascita del nuovo Stato al suo passato ma anche, se così si può dire, riportando l'antico simbolo alla sua sede dopo un lungo esilio, come segno implicito della fine della Diaspora.